La svolazzante famigliola Ikea
Incontri, Morosita's travels and trips 
I nordici in spiaggia non alzano mai la voce e non possiedono teli da bagno: solo foulards.
Arrivano in uno all’inizio: papà biondo e calzoncino stretto da ciclista in avanscoperta con un paio di figli in braccio e qualcun altro in groppa perfettamente rotondo e con due fari turchesi spalancati per occhi.
Poi sopraggiunge la donna, secca e senza buchi di cellulite, vestita per la serie io la mattina , appena sveglia, una dozzina di bicchieri d’acqua e trekking sul primo rilievo montuoso che mi gira, che ti sorride serafica come a dire:” E tu, i tuoi 250 figli dove li hai nascosti, sotto l’ombrellone o nella casupola della guardia costiera? (Per la serie: “Perchè voi valete)”.
Pesca dallo zaino l’oggetto MISTERIOSO ed impiega al massimo 4 secondi, quando una donna italiana, in media, impiega buono un quarto d’ora per incastrare il dito medio nella zip, sprofondare il braccio dentro una decina di volte senza esito, minacciare i figli che al mare non ce li porterà più, intimare al marito di mantenere termos e braccioli pena divorzio o vacanze da sua madre che, volendo, ha una piscina piccola gonfiabile in garage.
La NORDICA distende l’OGGETTO, un favoloso “tappeto etnico” di velo che NORMALMENTE, disteso da un’italica creatura, raggiungerebbe le Prealpi in un nanosecondo. Non si sposta, sembra piantato con picchetti mentre in realtà non c’è niente sopra, è una magia da mago Binarelli, lei è di poco più in là, bacia il marito sulle punte che, con passo alla Nureiev, imbraccia i bambini più piccoli, infilando braccioli ai maggiori a destra e a manca, senza che si levi UN solo capriccio, e guadagna maestosamente l’accesso al mare. La famigliola è presto tra le onde, mentre la Seccalimortaccisuoi , nel frattempo, ha tolto il vestitino di lino, per nulla maltrattato, e compare orgogliosa in reggiseno e mutande bianche.
Io da dietro pregusto lo spettacolo e dico: “Ecco, ci doveva essere un inghippo, non può essere tutto liscio, ora resterà impedita nell’asciugamano, con metà pacca fuori e mezza dentro, il pezzo di sotto che non si trova, la mutanda appiccicaticcia di sudore che si arrotola e no, proprio non scende, il figlio che la chiama dalle onde mentre lotta sfinita con l’ultimo gancetto del reggiseno e sarà costretta a correre con zizze al vento da tutte le parti….”.
Tempo di completare il 4 verticale e la realtà che mi si para dinanzi nulla ha a che vedere con la mia fervida immaginazione.
La secca, in costume azzurro con laccetti, è ferma, sorride, con una mano scruta il mare modello capitano del Titanic, con l’altra stringe una protezione 50. Il reggiseno è già un ricordo.
Raggiunge il mare, non ha freddo, nessuna esitazione, quattro bracciate e nuota rivolta al sole, riemerge, e con lei i figli che giocano estasiati tra le onde.
Risalgono, tutti SENZA occhi rossi e fiatone: siedono, chi si asciuga DA SOLO, chi pesca frutta fresca nella borsa, chi beve, chi prende la palla..di bambini scassacazzi neanche l’ombra, così come nessuna ombra di pizza chiena o di lasagne.
La secca si siede accanto al marito, hanno una breve discussione, io guardo il cielo e torno sui miei passi: “Sono umani!”, ripongo la “Settimana Enigmistica” e sono tutta un radar. Aspetto con impazienza di sentire sciorinare calendari norvegesi o alemanni, chessò un simpaticissimo Sant’ Hans o un Saint Beethoven…e invece? I due TERMINANO la discussione dopo 3 MINUTI ESATTI, si baciano, e tornano a distendersi al sole.
L’entità della discussione sarà stata: “perché hai preferito la crema solare da spalmare e non il formato spray?” oppure- “lo sai che i cetriolini con il salmone mi fanno acidità”.
In quel preciso istante la realtà fenomenologica e del DNA mitocondriale del creato intero mi è parsa più chiara.
Ho capito, con un certa dose di imbarazzo, che quelli seduti nel salotto bianco, di fronte alla libreria Billy e al mobiletto nero con quattro conchiglie effetto “a casaccio”, terzo piano Ikea, angolo signorina stronza, camminano sì, ma sanno, effettivamente, anche nuotare.
inserito il martedì, settembre 2nd, 2008 alle 17:06 nella categoria Incontri, Morosita's travels and trips. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




grazie per la lezione d’antropologia
snellirsi l’ego con un po’ di sano determinismo fa sempre bene .-)
Grazie a te, magari fosse una lezione di antropò!