19dic

Sur le seuil (palla di vetro)

Caramelle riflessive


(Particolare della Tomba del Tuffatore, Paestum, 480 avanti ca)

Ti voglio bene,
di un bene antico che non ha certezze e non ha pretese.
Durano giorni questi affetti, durano istanti, durano notti, non durano niente e la forza per rinnovarsi giornate e pensieri la trovi di notte.
Mi chiedo spesso quanto tempo duri una ragnatela, le osservo a volte per giorni, le lascio crescere, ne apprezzo la preziosità della tela, le stuzzico con un soffio ma non faccio mai loro del male.
In fondo vivo sulla soglia di tutto e mi arrampico talvolta su trampolini troppo alti dai quali non mi butto ma guardo con l’impazienza di raggiungere il sotto e lo slancio di aggrapparmi a una nuvola storta.
Potresti essere una vertigine o un lamento, uno scherzo o un’ombra, una farfalla o un serpente, mi importa sapere che è tutto racchiuso in una bolla di vetro e io la capovolgo per vederci anziché una neve bambina una pioggia leggerissima e sottile.

P.S.
Il tuffatore è uno dei motivi per i quali sono attualmente disoccupata.
Fu il mio secondo colpo di fulmine. Il primo fu un piccolo uomo di gesso alle Terme Stabiane in una teca di vetro; il terzo, uno scontroso Neandertal del Massiccio Francese che polverizzò la sua mandibola affinché la custodissi nel guscio di un rullino; il quarto, un uomo di Ceprano, ma non fu vero amore, no (poi arrivò John Lennon e Rino Gaetano, poi vabbè…è tutta storia moderna e contemporanea).

inserito il venerdì, dicembre 19th, 2008 alle 23:43 nella categoria Caramelle riflessive. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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