Portatrice sana di solitudine
Morosita in versiSono una portatrice sana di solitudine,
mi confondo con gli altri, ma l’anima la ho sempre in allerta, come quando attraverso paesaggi arancioni e mi fermo se è noia una finestra accesa accanto a un ponte stracciato dalla pioggia.
Amo la solitudine di altri occhi, amo la quiete dei gesti di chi attraversa il mio tempo con lentezza.
Ho bruciato tutto, ho attraversato, come sempre di fretta, il tuo. Potevamo rallentare, sederci, parlare, scrivere ed io avrei fatto bene a non farlo.
I fiori li amo, li odoro, ma alle volte li strappo con violenza. Quel bisogno di non farsi amare.
Volevo chiederti solo una carezza, di proteggermi dalla pioggia e di riaccompagnarmi dalla mia anima.
Perché la solitudine è un coltello dalla lama indolore che tutti abbiamo nel petto.
(amo questa canzone perché è struggente, perché la canta Pino Mango, ma il video fa veramente schifo)
inserito il Domenica, Gennaio 18th, 2009 alle 00:36 nella categoria Morosita in versi. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




Sulla solitudine potrei scrivere un’enciclopedia. Ripenso a giornate interminabili a contemplare il vuoto nella mia stanza o a buttarmi nel caos cittadino sentendomi sempre un pesce fuor d’acqua, mentre mi rendevo conto che stavo addormentando la mia vera anima per obbedire ai consigli dati da altri riguardo alla direzione che dovevo dare al mio futuro. Ma in quegli anni di solitudine ho partorito innumerevoli poesie, racconti, ho composto musica, ho riflettuto a lungo, ho accudito le mie adorate bestiole.
Poi un giorno la vita concreta all’improvviso mi è franata addosso portandomi quello che avevo sempre sognato ma non osato sperare: l’amore, quello vero, e due trottoline belle, sane e casiniste che adesso hanno tre e due anni.
Non ho avuto più tempo per dedicarmi alle (altre) attività creative, non mi è più uscita una poesia, la sera sono stravolta, completamente assorbita da lavoro, bambine, animali, questioni pratiche; mi racconto in continuazione che la vita è tutta una questione di precedenze e di tempi, e questo è il mio tempo da dedicare alla mia famigliola.
Dopo aver letto questo tuo post sono andata a ripescare i miei versi impolverati e ho sentito una fitta dentro. Mi mancano quegli anni di interrogativi continui, di riflessioni, e mi maledico per non essere brava ad organizzarmi mentalmente per farci stare tutto nella mia giornata.
Un abbraccio e a presto.