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	<title>Commenti a: Portatrice sana di solitudine</title>
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	<description>Il primo blog che resetta le caffettiere</description>
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		<title>Di: Smeralda</title>
		<link>http://www.morosita.it/2009/01/18/portatrice-sana-di-solitudine/#comment-1279</link>
		<dc:creator>Smeralda</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 09:16:10 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla solitudine potrei scrivere un’enciclopedia. Ripenso a giornate interminabili a contemplare il vuoto nella mia stanza o a buttarmi nel caos cittadino sentendomi sempre un pesce fuor d’acqua, mentre mi rendevo conto che stavo addormentando la mia vera anima per obbedire ai consigli dati da altri riguardo alla direzione che dovevo dare al mio futuro. Ma in quegli anni di solitudine ho partorito innumerevoli poesie, racconti, ho composto musica, ho riflettuto a lungo, ho accudito le mie adorate bestiole.
Poi un giorno la vita concreta all’improvviso mi è franata addosso portandomi quello che avevo sempre sognato ma non osato sperare: l’amore, quello vero, e due trottoline belle, sane e casiniste che adesso hanno tre e due anni.
Non ho avuto più tempo per dedicarmi alle (altre) attività creative, non mi è più uscita una poesia, la sera sono stravolta, completamente assorbita da lavoro, bambine, animali, questioni pratiche; mi racconto in continuazione che la vita è tutta una questione di precedenze e di tempi, e questo è il mio tempo da dedicare alla mia famigliola.
Dopo aver letto questo tuo post sono andata a ripescare i miei versi impolverati e ho sentito una fitta dentro. Mi mancano quegli anni di interrogativi continui, di riflessioni, e mi maledico per non essere brava ad organizzarmi mentalmente per farci stare tutto nella mia giornata.
Un abbraccio e a presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla solitudine potrei scrivere un’enciclopedia. Ripenso a giornate interminabili a contemplare il vuoto nella mia stanza o a buttarmi nel caos cittadino sentendomi sempre un pesce fuor d’acqua, mentre mi rendevo conto che stavo addormentando la mia vera anima per obbedire ai consigli dati da altri riguardo alla direzione che dovevo dare al mio futuro. Ma in quegli anni di solitudine ho partorito innumerevoli poesie, racconti, ho composto musica, ho riflettuto a lungo, ho accudito le mie adorate bestiole.<br />
Poi un giorno la vita concreta all’improvviso mi è franata addosso portandomi quello che avevo sempre sognato ma non osato sperare: l’amore, quello vero, e due trottoline belle, sane e casiniste che adesso hanno tre e due anni.<br />
Non ho avuto più tempo per dedicarmi alle (altre) attività creative, non mi è più uscita una poesia, la sera sono stravolta, completamente assorbita da lavoro, bambine, animali, questioni pratiche; mi racconto in continuazione che la vita è tutta una questione di precedenze e di tempi, e questo è il mio tempo da dedicare alla mia famigliola.<br />
Dopo aver letto questo tuo post sono andata a ripescare i miei versi impolverati e ho sentito una fitta dentro. Mi mancano quegli anni di interrogativi continui, di riflessioni, e mi maledico per non essere brava ad organizzarmi mentalmente per farci stare tutto nella mia giornata.<br />
Un abbraccio e a presto.</p>
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