12mar

In gita per sempre

I racconti di Morosita

Ti ricordi sulla torre a imitare Paolo e Francesca?
Avevo la fascia tra i capelli, tu facevi il paninaro. La foto non si decideva a nascere e io ridevo e poi qualcuno ci ha fotografati ed ora mi rivedo io e te, quasi quindici anni, le teste dei professori dietro.
Mi nascondevi il casco perché eri invidioso del motorino, marcavi il th perché sostenevi di parlare l’inglese meglio di me, mi prendevi sempre in giro perché dicevo che uno swatch io non ce l’avrei mai avuto e invece poi al compleanno tutta la classe me ne regalò uno e io lo sfoggiavo con orgoglio e felicità sottile.
Avevo la macchinetta, forse per questo non ci siamo baciati mai.
Ti fidanzasti a quella gita ed io le diedi tutti i consigli per farlo.
Partisti per l’America, diventasti pilota, e io dovevo sempre farmi quel giro in mezzo alle nuvole, dicevi che come uomo io sarei stata perfetta, che ero il tuo migliore amico. Io ero felice per questo.
Ti rividi con un paio di bambini per mano, fui felice per voi e per quella gita. Tu al solito capisti la mia tristezza, poi mi telefonasti dopo qualche settimana, una scusa banale per scaricarci le indecisioni e le malinconie soffocate dei  trenta anni. Che era morta la madre del marito di una nostra amica, cosa mai poteva importarmi.
Oggi ti ho rivisto, è stato forte, fortissimo, mi è mancato il fiato, ma dopo non ho pianto, te lo avevo promesso nel caso in cui, e io quando prometto -anche se non sembra- io mantengo sempre, io, la tua amica di sempre, tu, una fotografia avvolta intorno a un palo e quattro fiori sotto che poi ci è pure piovuto sopra.
Non ti offendere ma lì non stai bene per niente, meglio io e te, Gradara, e Paoloefrancesca per sempre.

inserito il giovedì, marzo 12th, 2009 alle 00:35 nella categoria I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

Lasciami un commento