tutti i posti dove sono stata felice
Caramelle riflessive, Morosita's travels and tripsLione, camicia con orsetti marroni, capelli lucenti, molto amore impaurito e nascosto
Marsiglia, porto, barche, struggenti addii e riappacificazioni, caffé, rum, notte fonda, locali piccoli e fumo di sigaretta per molte ore addosso e tante poesie ascoltate e lette
Le Puy en Velay, FELICITA’ assoluta, immensa, indefinibile, una chiesa sconsacrata, due amiche per sempre, il mio amore infinito, le mani dentro la terra per giorni interi…
Antibes e tutto l’arrière pays, casa minuscola, nuotate fino a stremarmi, il camino la sera, una Perrièr e tanti rutti
L’Havana, statua del Che, sedici anni, orgoglio e rivoluzione, il primo grattacielo e la prima e unica proposta di matrimonio, aragoste a colazione e a cena, i miei zii carissimi vicini, una vera isola deserta e il suo pescatore con tutti i suoi iguana
Montréal, svenimento, ambasciata, troppo grattacieli in un colpo solo, i parquet di legno, le piscine, gli chalet, e il sorriso del mio più grande amico dopo tanti anni che mi viene incontro, il San Lorenzo, i castori, il sogno, il Canada che si realizza..
Pantelleria, pentimento, pace soffertissima in un mare di lacrime fermo, sedie a sdraio blu
Milano, Piccolo Teatro- Strehler, il tempio esisteva allora!
Dintorni di Siena, io e te sul carro attrezzi in mezzo a campi di girasole a imprecare e ridere fino ad avere mal di stomaco
Napoli, casa di amici dopo le prove, notte fonda, Pasquale, il femminiello più sensibile: “Tu e fa o’ cabbarèt”
Napoli, prima casa alla Sanità, latte fresco per cena ogni sera dopo le recite, sorvegliata e “scortata” dalle femmine del quartiere se era proprio notte, ma era estate, tutti fuori dai bassi con le cosce larghe su sedie di paglia. La mattina “Amleto” e “Amleto”, e tu che mi dicevi sempre di ripetere quando sistemavo Yorik e i birilli
Chianciano, con la persona più importante della mia vita nei viali della sua giovinezza a bere acqua termale e ad ascoltare concerti all’aperto
Benevento, lacrime silenziosissime prima di andare in scena già in scena
Cascate del Niagara, struggente voglia di lanciarmi nel vuoto
Lisbona, applausi dopo il mio primo intervento in inglese
Bologna, spettacolo al DAMS. Io?! Leo De Berardinis da lontano, prima cena vegana e vocalizzi al piano appena sveglia
Lipari, bellissima a sedurre crostacei. Fidanzato altrui perdutamente perduto
Melka Konture, gli occhi nerissimi di una bambina con l’eyeliner fatto di mosche. La mia bambina per sempre e fui madre in un solo momento.
Atene, Partenone, cuore fermo, caldo torrido, molte ore a pensare, latte e cioccolata a guardarlo. Notte, Bayleys, e continuare a guardarlo dai bar di sotto
Lisbona, Casa del Fado, musica, rumore di vuoto nella cannuccia rosa del cocktail, risate in smoking difficilissimi da trattenere, figura miserrima
Parigi, Museé d’Orsay, gli Impressionisti, un’amica colombiana incontrata per caso, in pratica io e lei dentro a un film
Metz, cacca di piccione sul bavero della giacca di mio padre, gliela tolgo, sorridiamo complici e felici, la foto che riguardo per ultima ogni sera
Chiesa di San Giuseppe, la fiera dei giocattoli quando ero bambina
Manhattan, tramonto, luci accese da poco, paesaggio tremulo a causa dei miei occhi pieni di lacrime e dell’autobus che si muoveva troppo, di fianco mio fratello adulto e bambino
Orange, la Bohème nell’Anfiteatro, tu che parlavi sempre, tschhhtt!
Le colline d’estate prima di arrivare da te
Montréal, i taxi e i tassisti creoli con cui chiacchierare
Ravenna, tomba di Dante, commozione di nascosto ai miei compagni di classe
Agrigento, casa di Pirandello, orgogliosa di sentire che il mio unico alunno che mi aveva seguito sentiva quello che sentivo io. L’albero, quelle radici, la sua urna..quaderni di serafino gubbio operatore forever
IIB, Istituto Professionale, tema in classe, “la nostra “signora” è una persona spesciale, ci spiega sempre un sacco di cose…è napoletana”
Pompei, Via dell’Abbondanza, lacrime leggere sempre quando inizio a percorrerla, come se fosse ogni volta la prima
Castiglion della Pescaia, mia nipote, cuore difficile, occhi rossi tra i flutti che mi salta al collo e ha paura
Arles+confine franco-cantabrico, tu che mangi carne di toro! Autoscatto meraviglioso, anzi no, io tenevo in alto la macchina
Costa Azzurra, “Le Squale”, in topless, indisturbata e felice. Ma superfiga milanese di fianco con amici, e te pareva?
Napoli, soggiorno, la sera della mia laurea, neve insospettabile, la telefonata al correlatore, complimenti sentitissimi, a momenti piangevo, Telethon con Frizzi alla tv, il mio meritato riposo e un albero di Natale da fare?
San Vito Lo Capo, spiaggia incontaminata e Grotta dell’Uzzo..ah, grotta, grotta!
Le Camargue, cavalli, distese infinite (anche di zanzare), mare ghiacciato, roba da Pampas con la spiaggia!
Purtroppo un toro in gabbia. Convinciamo un disabile con la sua carrozzina speciale a seguirci nel mare e facciamo bene, ci guarda per molto tempo felice. Il più bel castello di sabbia fatto e immortalato (solito autoscatto)
Ginevra, casa di Silvana, pezzo di cioccolato “Cote d’Or” mangiato SOLO e SOLO da me e mai confessato. Cacca brutta dopo per qualche giorno
Montréal, casa dei genitori di Alex, divano, Blockbuster a go-go, pizza riscaldata molte volte, scalzi su moquette più labrador Pralinette distesa a metà tra Alexandre et moi. E fuori neve
Cornovaglia, lo sbarco in macchina from Naples, da Guinness dei “Primati”
Stanza mia, la mia adoratissima e indimenticata cagnetta con il “casatiello di Pasqua” in bocca più salame sotto alla branda
Malta, i templi megalitici, un bianco “assordante”, ciottolini minuscoli da calpestare…
Montréal, gli autobus
Dusseldorf, alberghetto “aranciato”, io, mia sorella e mia madre a dormire il pomeriggio su di un unico letto. Non sudammo per niente, eravamo però tutte in t-shirt e calzamaglie, dei mimi in pensione…
Erice, tutti i primi piatti di quel ristorante
Terrazzo di casa mia, caffè e sguardo al Somma-Vesuvio, primo pomeriggio: “E’ primavera, qui si sta nel ventre della vacca“, mio padre. Ed era sempre e solo febbraio
Praga, la mia prima foto perfetta, il mulino e gli uccelli neri. Ponte Carlo, musicisti e violoncelloni, sushi spesso la sera
Anacapri, il faro, tornare dal mare la notte, costumi umidicci, l’isola più incantata del mondo, da lì sembra senza persone, soprattutto persone inutili
Foresta Nera, le colazioni più entusiasmanti! Mai provati tanti tipi di pane e cereali insieme. La mia prima e ultima prenotazione in tedesco senza conoscerne più di cinque parole
Stonehenge, i miei sandali da frate, l’archeoastronomia, i bed&breakfast più belli di tutta la mia vita
Mont. St. Michel, St. Malo, la tomba di Chateaubriand, le maree, l’altro sogno che si realizza. Dove vorrei morire
Napoli, Teatro San Carlo, stringo la mano a Depardieu e alla Rossellini, Depardieu poi parte in vespa, senza casco, e saluta un nugolo di scugnizzi senza alcun segno di fastidio. Sembra perfettamente integrato
Castellammare di Stabia, hotel di lusso, il mio primo tuffo dal trampolino a 5 anni circa con bracciolo parzialmente sgonfio, mia nonna per una volta mi caga: si affaccia dalla sua stanza che affaccia direttamente su parco e piscina
Nancy, Felicità, quella vera, giovinezza esplosiva, amici impressi nell’anima, bellissima con le prime parole francesi, il mio Erasmus perfetto, tutto fermo nel tempo, prima di tutti i dolori. Il mio Titanic prima dell’iceberg
Anacapri, Grotta Azzurra prima volta a nuoto, onde grosse, aggrappati alle catene. Il libanese rideva, il canadese aveva paura, io gli stavo vicino. Felicità una volta dentro, un blu impossibile da spiegare, l’eco, l’ecoooooo. Solo noi tre e l’idea di Tiberio nell’antro in lontananza secoli prima
Sorrento, vacanze lunghissime, la “gara dei bagni”, io e la mia famiglia, un piccolo mondo perfetto e imperfetto
to be continued….
inserito il venerdì, marzo 13th, 2009 alle 02:25 nella categoria Caramelle riflessive, Morosita's travels and trips. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




quanti!
spero che il mio sia solo un difetto di memoria…
comunque adesso ci sono, spero tu possa contattarmi.
Ne condividiamo uno. Anche poco, considerato che sei stata in tutto il mondo.
Anzi, che sei stata FELICE in tutto il mondo. invidiabile.
Una bella lista di posti, e anche di momenti felici. E quando questi ti riempiono il cuore, non è più possibile essere soli…
Mentre tutto intorno è solamente pioggia. E Francia.
Radio, mi incuriosisci ora!!
Caro riccionascosto,
mi fa piacere averne comunicato il senso.
Piadino,
so che lei ne avrà trovato almeno uno, o forse di più, a lei affini. Un abbraccio.