breath
I racconti di Morosita, Morosita in versi
Ho attraversato scalza parquet scricchiolanti al buio,
ho acceso candele, ho sentito il tuo odore, un rituale di attesa senza l’ospite.
Eppure piangevo pensando a te, ma non ti ho mai cercato in una fotografia perché non ne avevo.
E’ passato un anno, è passato un secolo, sono passati pochi mesi. Rimani in un certo senso immortale e volubile come quelle onde incomprensibili e poi stirate dal vento.
*
Quando ti incontrai la prima volta pensai che avevi le rughe intorno agli occhi, è il primo segno con cui invecchia un uomo. I capelli però ti fluttuavano sulla faccia, quei ciuffi lunghi che non tagliavi e che il vento ti attorcigliava. I miei orecchini però ti sono piaciuti. Li sfiorasti. Per un solo minuto.
**
Cosa vuoi che potesse mai farci un bacio? Nulla. Sarebbe piaciuto anche a quel vento, avrebbe trovato il suo piccolo scopo..separarci in un colpo secco.
***
Non ti ho mai detto tutto quello che pensai. “Ha i suoi motivi la paura” e io avevo paura di averti e di perderti perché dirti di volerti avere è significato perderti. Così l’ho detto al vento.
inserito il domenica, marzo 29th, 2009 alle 23:42 nella categoria I racconti di Morosita, Morosita in versi. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.



