primo giorno di primavera
I racconti di MorositaTi spio, sei la terza finestra in fondo ed è quasi primavera.
Mi siedo qui, sul mio balcone, mi dondolo su questa sedia, scrivo cose, faccio a pezzi la mia agendina perché ci ho ritrovato un fiore, quello di camomilla che prendemmo al ritorno da Ustorio.
Sono un uomo danneggiato dalla vita, non sono stato capace di vivermi questa vita addosso, l’ho lasciata impadronirsi delle mie vene, quelle che mi si gonfiarono nel collo quando piangevo dentro e non riuscivo a dirti che in fondo non volevo lasciarti.
Mi trovasti davanti a una scelta, finito, con la barba che si aggrappava alle rughe e io ti guardavo, bellissima, e non riuscivo a dirti niente.
Non mi rimprovero, sono stanco anche di questo e ormai sono ebbro della mia solitudine e di questi miei giorni davanti alla tua finestra, la terza in fondo, e tu sei partita da anni.
La mia agendina è per terra, è primavera e i fogli volano giù sulle foglie striminzite dell’albero di limoni.
Fossi stato almeno capace di coglierne uno, amore mio.
inserito il lunedì, marzo 30th, 2009 alle 00:01 nella categoria I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.



