26Lug

Mio zio.

I racconti di Morosita, Morosita fa il caffè

Hai presente gli anziani?
Poche sere fa ero con mio zio ad un Circolo piuttosto rinomato. Eravamo a Sorrento. Mio zio ha quasi ottant’anni ed un principio di Parkinson; è stato un ingegnere, un dirigente assai importante, mammone e nervoso, una delle persone più dignitose, oneste e “umane” che io abbia mai avuto il piacere di conoscere.
Non conosceva smancerie, solo da pochi anni è riuscito a darci un bacio sulle guance, al telefono non resta più di 5 secondi, tant’è che quando riaggancio guardo il display del cellulare e sorrido sempre.   
Vive a Napoli ma quando va a Sorrento vive di più. Perde d’incanto dieci anni e torna quel bel ragazzo che è stato, un saraceno, nuotatore scattante e appassionato di storia e di potenze e roba al quadrato. Tifoso del Napoli, fin nelle coronarie. Credo uno tra i più vecchi abbonati allo stadio S. Paolo.
Uso ogni tanto l’imperfetto perché una parte di mio zio è morta con la moglie che ora vegeta su una sedia a rotelle colpita da un ictus e dall’Alzehimer. Colpita lentamente.  
Se io dovessi pensare all’amore eterno, come cosa alla quale non troppo credo, penserei subito a loro due.
Quella formuletta che ti fanno dire sull’altare “nel dolore e nella malattia” è vera, ve lo giuro: io ci credo. Perché ho visto loro.
Si conobbero “giù Napoli” dopo l’ennesimo trasloco da Capri e Sorrento. Mia madre e mio zio non hanno radici. O forse ne hanno troppe.
Mia zia era impiegata in una società di energia elettrica, sfiorava i 40, dunque zitella conclamata per l’epoca; mio zio, dieci anni in meno, di nobili natali, ricco di famiglia e bello, molto bello, tant’è che in costiera lo chiamavano Tyrone Power (per inciso anche mia madre era molto bella e lo è ancora). Era fresco di laurea, poteva aspirava a tutto, carriera e fanciulle di belle speranze al suo fianco, ma dopo qualche viaggio in tram scelse lei, la dirimpettaia dal sorriso dolce, l’origine incerta e il nome corto.
Si sono amati, adorati, una vita intera; hanno dato parola di nascosto tanto i miei nonni osteggiavano, e per mio zio, rispettosissimo di tutto e tutti, è stato come sparare ad un uomo di nascosto.
E’ di pochi anni l’incisione, da parte di un ristorante, su piatti di ceramica dei loro nomi.
Non hanno avuto figli; entrambi sterili. Alle volte il Padreterno ha una mira buona. Hanno avuto noi, noi cinque nipoti, come figli, soprattutto le prime mie due sorelle.
Mio zio ci ha insegnato le frazioni e a nuotare, il che sembra una cosa stupida ma non lo è. Nuotare bene ti riapaccifica col respiro del tuo corpo, ti rasserena, ti fa sentire, per un po’ di tempo, padrone delle acque e del mondo. Avrò avuto dieci anni e insieme a lui e ai miei fratelli facevamo lunghe traversate, arrivavamo alle navi, ma le navi, eh, non dico i pedalò! Facevamo Marina Piccola- Marina Grande..così. Io ero oggettivamente più lenta, spesso con un bracciolo sgonfio, messo per sicurezza, ma pur affannandomi e sudando sulla fronte, ero felice: imparavo la resistenza, quella che più di ogni altra cosa noi di famiglia abbiamo. Resistenza e nervi, fino all’autolesionismo.  Sulle navi ci facevano salire, intontiti ed esterrefatti; ci riposavamo dieci minuti, mio zio faceva qualche domanda sull’imbarcazione, e ripartivamo. Io intenerivo qualcuno, come quando fui morsicata dalla medusa e mi medicarono su un mega yacht, ovviamente al largo. 
Al Circolo, negli occhi di mio zio, ho rivisto quegli anni. Era da solo, per la terza volta, credo, ha rinunciato a portare con sé sua moglie e la badante. Tavolo riservato per quattro, ma di fatto eravamo io e lui, un Piano bar, qualche rustico e crocché e “torna a Surriento”. 
Un giornalista del Mattino, molto affezionato a mio zio, ci ha fatto buona compagnia, hanno brindato, “Alla nostra!”, ha detto mio zio e poco dopo ha aggiunto che la prima cosa di cui si è accorto, sbarcati a Sorrento, è che era morto Franco, un suo amico di infanzia “le squadre erano composte da noi due: io, lui e ‘na palluccella”. Il giornalista ha sorriso, gli ha accarezzato la spalla, come si fa a un padre, e poi non so come sia arrivato a dirgli che gli dispiaceva che sua moglie(mia zia) non fosse venuta. Poi ha aggiunto “sai, come mi dispiacque quando seppi dell’ictus di tua moglie, e poi dopo, di come è peggiorata…”.
Mio zio non ha detto nulla, ha ascoltato, signore come sempre, dignitoso, nel suo dolore ingoiato, non si è lamentato per la serie: “certo, che mi è capitato…”. Non un commmento sulla moglie. Nulla. Sguardo neutro poggiato sul ricamo del tavolino e sulle cose.
La sera, a casa, ci siamo subito coricati dopo qualche brevissima mia impressione sulla serata; ha dormito agitato tutta la notte, io ero di là a leggere “L’isola di Arturo” e pensavo al significato delle grida di notte di un anziano, in quella casa che ha visto ping pong, costumi, palette e secchielli. 
L’indomani sul presto siamo ripartiti, non prima di mangiare il cornetto con la marmellata che lui ama tanto ed io detesto. Poi ho capito anche questo (durante la guerra, crollato il ponte di Sejano, si nutrivano solo di cose locali come la marmellata, spalmata sulle patate, visto che il pane non arrivava), ma lui, al solito, non me lo ha spiegato.
Alla rom con la fisarmonica incontrata per strada, prima di darle i soldi, le ha chiesto: “Accettate pure quelle piccole piccole?“. E la rom ha fatto come il giornalista.
Poi ha aperto tremolante il portamonete. Mio zio.

inserito il Domenica, Luglio 26th, 2009 alle 11:25 nella categoria I racconti di Morosita, Morosita fa il caffè. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

8 Responses to “Mio zio.”

  1. radiowaves says: Inviato il Domenica 26th Luglio

    A volte sei commovente, a volte sei divertente, ma sempre, sempre, lasci un segno.

  2. Morosita says: Inviato il Domenica 26th Luglio

    Grazie,Radiolone.
    Detto da te, così bravo, così professionale e anche così parco nelle esternazioni, vale doppio, lo sai ;)

  3. radiowaves says: Inviato il Mercoledì 29th Luglio

    Sono parco (della Vittoria?) per carattere, non perché non te lo meriti.

  4. Tonia says: Inviato il Giovedì 6th Agosto

    E’ sempre un piacere leggerti…

  5. Mitì says: Inviato il Domenica 9th Agosto

    Anche tu sei bellissima. Dentro e fuori :-*

  6. Morosita says: Inviato il Lunedì 10th Agosto

    Grazie, Mitì, sei sempre particolarmente cara. Anche a segnalarmi…chez toi :)

  7. Morosita says: Inviato il Lunedì 10th Agosto

    Tonya, grazie, per la tua stima. Un abbraccio.

  8. roby says: Inviato il Lunedì 10th Agosto

    ma siete tutti cosi’ carini !!!

Lasciami un commento