10ago

La fata verde

Caramelle all'assenzio, Caramelle quotidiane

 

Ieri sera ho finalmente bevuto l’assenzio e ho un po’ litigato con il cameriere del ristorante per via di una infelice scelta lessicale del loro menù, insomma per via delle cozze (moules). Tutto questo nella mia testa, tranne l’assenzio scivolato giù per lo stomaco, deliziosissimo e dispensatore di sogni ma non di visioni come accadeva e per cui per lungo tempo fu proibito.
Stare nello stesso bar di Van Gogh e immaginare stuoli di Baudelaire e di decadenti con il cappello a champignon in testa seduti a conversare in un francese d’antan mi ha emozionata, e non poco.
Da anni pensavo a questo bar e all’assenzio(tanto che ne ho fatto da tempo una “categoria” qui) ed è il modo più semplice e diretto con il quale introduco i miei alunni ai “poeti maledetti”, ma non mi fermo certo lì, dopo li massacro con le poesie!
Ho capito soprattutto perché è nato il PASTIS 51 e ho capito quanto possono essere imbecilli certi italiani in vacanza che sfottono il cameriere in un voluto incerto INGLESE e dopo ridono meschini tra loro.
Il cameriere non è quello di cui sopra, altrimenti avrei goduto ih ih, e mai avrei pensato di difendermi i francesi. 
Ho capito finalmente che è l’ANICE che io amo sopra ogni cosa e sempre dopo i profiteroles con i quali mi imbottirò il giorno prima di morire.
Dalla cage aux pigeons io passo e chiudo.

inserito il lunedì, agosto 10th, 2009 alle 11:36 nella categoria Caramelle all'assenzio, Caramelle quotidiane. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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