20ago

en nageant…

Caramelle riflessive

 
Ieri ero sottacqua, con gli occhi aperti guardavo il sole dietro una nuvola che si rifletteva in un prisma di luci sul mio viso, nel mare e intorno. Poi ho visto uno yacht, tentata di arrivarci come facevamo con mio zio.
Sono andata di nuovo sott’acqua, una banda di capelli neri mi ha coperto per un istante gli occhi e per un istante ho avuto paura e mi sono ribaltata a pancia sotto ad osservare i pesci. Avevo pensato alla morte. Io penso sempre alla morte, anche quando si generano vite. E no, non sono depressa.
Poi ho nuotato forte, facendo attenzione che i capelli non mi si spostassero davanti, ho provato a riguardare il sole, galleggiando “a morta”, e ho ripensato in altri termini alla morte e che in quel momento tutto sommato simulavo una rinascita. Ho pensato alle donne quando rompono le acque; deve fare abbastanza schifo.
Ho pensato a mio padre, gli ho un po’ parlato, trovo sia giocoso parlargli di là sotto. Gli ho chiesto in tutta sincerità cosa pensasse di ciò che sta accadendo, inspiegabilmente, a mio zio. Era un medico ottimista mio padre e amava molto Londra e la Scozia. Non mi ha detto nulla; gli ho chiesto eventualmente come si sta lassù ma per tutta risposta ho urtato uno scoglio muschioso e mi sono tagliata. Ho preso il pezzo di piede in bocca e ho sollevato gli occhialini sulla fronte e ho guardato lontano, verso Cannes. Ho pensato alle perete che vi passeggiano, ho pensato all’infinita dignità di gente che conosco, ho pensato a che chiavica che è Bebbusconi e chi lo circonda, ho pensato allo spettacolo che ho visto a Londra, “Elena”, nel teatro di Shakespeare e alla fine del quale ho provato un’emozione così forte che mi sono commossa mentre compravo un pacchetto di schifezze e una limonata che normalmente si comprano all’inizio.
Poi ho pensato a St’ Paul e alla messa alla quale ho assitito e alla stele di Rosetta e al bambino grasso che alitava sulla teca intorno.
Ho pensato ad un cumulo di cazzate di vita vissuta e ho provato ad immaginare quella non ancora vissuta se c’è da viverla. Poi mi sono messa a dorso, come ama nuotare mio zio, e ho guardato gli aerei sulla mia testa, Easy Jet la fa da padrona! 
Da qualche ora gli ho telefonato, un’altra voce, sembra contraffatta, imploso nei suoi anni e con un leggero affanno di paura e stanchezza. Ho provato a scherzare con il Napoli; ha appena rinnovato l’abbonamento e in pochi giorni sta cambiando tutto.
Tutto questo mi fa molta tristezza. E paura.

inserito il giovedì, agosto 20th, 2009 alle 18:15 nella categoria Caramelle riflessive. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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