26ago

Mes “Invasions Barbares”

Morosita's travels and trips

Ho conosciuto una sola persona veramente libera nella mia vita. Si chiama Raymonde, ha quasi 80 anni ed ho vissuto a casa sua per un periodo in Canada (piuttosto a casa di sua figlia).
Raramente faccio i nomi qui della mia vera vita. Non amo fare riferimenti e pubblicare foto di terzi perchè il web può essere pericoloso e quanto meno irrispettoso se non viè un esplicito consenso. Ma questa volta faccio eccezione e so che Ray-monde(come scrive lei il suo nome) ne sarebbe contenta.
Ex istruttrice di sci, magra come un chiodo, occhialoni da Easy Rider, una bella donna con gli occhi chiari, di giorno porta a spasso i cani dei vicini su Mont Royal, cammina per chilometri, poi torna a casa verso le 18.00, e inizia ad occuparsi degli umani alla stessa maniera dei cani. Se ne occupa, punto, senza troppe filosofie e sofisticherie. Prepara zuppe bio, legge moltissimo, poi la sera spegne la luce, pardon, la candela, che spesso accende.
La sua ricchezza è leggere libri, camminare e parlare con la gente e vive con poco, non so come faccia, in una grande metropoli.
Ho camminato con lei moltissime volte, abbiamo parlato di tutto, io me dimenticavo che avessimo cinquant’anni di differenza. Ha avuto quattro figli di cui una adottata durante un party, il che, lo so, non depone male, se uno lo dice e non lo spiega, e soprattutto non la conosce. Ha creato una famiglia unitissima con tutte le stranezze del caso, dei ricercatori affermati e degli ottimi cineasti con crisi familiari e separazioni e figlie con figli fatti senza padre. Non si è sposata mai e ora parla del suo compagno di una vita, morto per un incidente in barca da qualche anno, con una forza e una voglia di materializzarlo vivo nei racconti che io proprio non so spiegare. Con la stessa capacità ed amore ha amato come una figlia la compagna per la quale lui dopo quarant’anni l’ha lasciata e parimenti si occupa della bambina che i due hanno a Cuba.
Raymonde mi disse un giorno, con quell’ imbarazzante ingenuità americana negli occhi che non lascia spazio a finzioni di sorta, dopo che le avevo spiegato che, in Italia, la moglie come minimo avrebbe strangolato l’amante: “Ma perchè? Io trovo che sia stupendo avere amato lo stesso uomo e restare unite anche dopo la sua morte“.
Raymonde viaggia, viaggia sempre, da una figlia, da un altro, se ne va in India per quattro mesi e parte con una borsa che gli italiani userebbero per la palestra, nemmanco.
Raymonde sa molte cose di me, forse cose che non sa nessuno..nemmeno io.
Io amavo sopra tutto conversare con lei, dei suoi concetti di rispetto e di amore universale, anche se mi faceva tardare ogni mattina, il che, insieme a tutt’altre serie di disavventure, come la mancanza del tavolo per mangiare, faceva sì che prospettassi un trasloco un giorno sì e un giorno no, cosa che alla fine ho fatto.
Ora che ci penso, sì, mi manca molto confrontarmi con lei, parlare di quella cazzo di India, del libro che le regalai e le offrii alle cinque di mattina, aspettandola giù alle scale, con meno 20 fuori e il taxi che l’aspettava per portarla all’aereoporto. Mi fece un sorriso grande, stitico di parole, e al suo ritorno mi aiutò a riparare la valigia e mi comprò un altro libro che custodisco gelosamente.
Questa volta ero io che partivo e che me la portavo dentro insieme a quei luoghi, con naturalezza e ad ogni costo, lei e la sua LIBERTA’ INFINITA.

inserito il mercoledì, agosto 26th, 2009 alle 09:36 nella categoria Morosita's travels and trips. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

One Response to “Mes “Invasions Barbares””

  1. Vincenzo says: Inviato il venerdì 28th agosto

    Ciao, mi piace tanto come scrivi, traspare sincerità ed entusiasmo.

    Un abbraccio dalla Sicilia

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