25ott

Marrazzo, addictions umane in auto blu

Caramelle quotidiane, Caramelle riflessive

Stanotte mi sono sentita in colpa per il titolo del post scorso.
In tutta onestà, mi dispiace molto per Marrazzo, come mi dispiacque per Sircana ma mai per lo psico con l’uniposca marrone in testa e non perché quest’ultimo sia politicamente lontanissimo da me ma perché della questione escort ne aveva fatto una macchina organizzativa perfetta in cui ogni cosa era celebrata con naturalezza, disimpegno e liceità, forse anche con la benedizione della propria famiglia e moglie, solo su carta e non di fatto.
Insomma, al venditore di pentole gli concedi anche questo, te lo rende sinanche più simpatico.
Trovatemi un industrialotto del varesotto che non si intrattenga con una amante, per dire.
Invece qui no. Sono in campo debolezze umane, terribili innanzitutto per se stessi quando ci si sveglia dal sonno.
Io non lo so cosa possa esserci nel meccanismo di una persona che regolarmente incontra persone per sesso mercenario. Escort, Trans, Ford, poco importa.
Deve essere una patologia, un piacere profondo, un vizio, chiamatelo come volete a seconda se siete bigotti o libertini ma senz’altro deve essere una cosa alla quale difficilmente si fa a meno, altrimenti non si spiega che si utilizza anche l’auto di servizio pur di andarci.
Deve essere qualcosa che sfugge al comportamento normale che si ha in seno alla propria famiglia, con la proprie moglie e i propri figli. Qualcosa che sfugge, appunto.
E’ facile dirgli: perché non hai denunciato e bla bla? Ma voi vi siete mai messi nei panni di uno a cui piove questa valanga mediatica?
Se per un sms fedifrago marito e moglie si scornano a padellate, avete idea di quello che sta accadendo a questa persona?
Io non me la sento di giudicare, esprimo solidarietà all’uomo Marrazzo e mi dispiacerebbe molto se mai dovesse fare un gesto estremo dettato dallo sconforto, dal sentirsi svergognato e dalla solitudine.
Così la moglie, povera donna, a mandare in onda “Linea Notte” dopo pochi minuti che ha saputo in fretta dal marito tutto quello che, o quasi, che c’era da sapere.
Sono drammi giganteschi che ti affossano in un momento; ti tolgono dignità, credibilità.
Tutti noi ora guardiamo Marrazzo e ce lo immaginiamo. E’ così.
Ed è difficile risalire la china, difficile per la famiglia, per tutti. Un quadro di relazioni familiari e sociali che va ridisegnato; non ultimo quello verso l’eredità paterna.
Forse questo, sembra strano, è il groppone più difficile: il rapporto con il padre defunto e tutto quello che da quell’essere figlio, nella buona e nella cattiva sorte, ne deriva.

inserito il domenica, ottobre 25th, 2009 alle 13:11 nella categoria Caramelle quotidiane, Caramelle riflessive. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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