due novembre
Caramelle riflessive, I racconti di Morosita![]()
Sono passati anni,
per due mie care amiche non è passato un niente.
Pulire una lapide, pare strano, diventa una delle occupazioni principali quando ti manca tutto e l’amore straziato, da qualche parte, deve continuare a sovrastare il dolore. Sennò è molto semplice: impazzisci.
L’idea di uscire la mattina e rientrare la sera e trovare una bara aperta, qualche fiore accanto, la gente fuori e magari anche il piatto di cucinato per quando tu saresti tornato, che sei ancora ragazzo, porta al manicomio se non diventi bravo, in un lampo, a trovarti nuovi equilibri e nuove occupazioni.
Una di queste è pulire una tomba, trasferire lì tutte quelle parole e quelle carezze che concentri in uno spazio ridotto, una striscia di marmo ed un tondo con una fotografia.
E non bastano le rose, e non basta l’acqua che cambi ai vasi, e non bastano i ricordi.
Sostanzialmente quando ti muore una persona cara non ti serve niente.
Ti serve al limite piangere, disperarti, e col tempo, forse, trovare te stesso, modificato per sempre.
inserito il lunedì, novembre 2nd, 2009 alle 12:52 nella categoria Caramelle riflessive, I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.



