25nov

L’ora muta delle fate.

Caramelle riflessive

Vorrei essere capace anche io di parlarvi dell’ora muta delle fate.
Invece sono silenziosa, leggo, trovo equilibri impercettibili che vorrei passare a voi perché sono piccoli pioli di metallo che servono a non fare slabbrare l’anima, dunque adesso servono, soprattutto a voi che non li avete.
Invece non sono capace, come vedete, parto e scappo, vengo a trovarvi di sfuggita e con le solite parole pagliacce in bocca. Non scappo perché ho paura di lui, ma perché ho bisogno di tirare il fiato e di piangere in silenzio, come stiamo piangendo tutti senza farci vedere dagli altri.
La mia famiglia è un branco di persone strane, dal cuore grande e non invadenti, e che sanno stare in silenzio.
Sto leggendo un libro “piccolo” perché , come i miei alunni, perdo l’attenzione dopo qualche quarto d’ora.
Oggi i miei alunni hanno detto alla collega di francese “Noi, la prof. di Italiano la amiamo”.
Ho visto un raggio di sole e ho sorriso per quel costrutto adulto che in un loro tema forse avrei corretto e per quella parola amore, troppo grossa per i loro quattordici anni e forse immeritata per chi li rimprovera continuamente con uno sguardo severo negli occhi.
Ho pensato che le cose belle passano dagli uni agli altri e anche se sembra che tutto è inutlie alla fine nulla è perso.
Come nulla è perso, cari nipotini miei che non sapete che io mi rifugio qui.

inserito il mercoledì, novembre 25th, 2009 alle 19:45 nella categoria Caramelle riflessive. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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