13Gen

Madonna con Predellino

I racconti di Morosita

Mi ha confessato di essere stata e di essere ancora depressa.
L’avevo intuito.
Troppo sprofondati gli occhi a mandorla nelle guance paffute da matura infante.
Ho finto di stupirmi. E’ quello che faccio ogni qual volta intercetto un’anima.
Io faccio l’intercettatrice di anime ed è un mestiere pericoloso, quasi come mantenere l’equilibrio di una sciabola nel vento.
Si affidano al mio ascolto se un gesto li tradisce a sorpresa. Quelli che hanno l’anima malata.
Se ne vergognano, invece forse poi passa e poi, comunque, alla fine tutto passa.
E così le ho detto, più per riportarla alla consuetudine della semplicità prosaica della sua vita che per un mio reale pensiero.
Nell’amigdala, il mio cervello, sa essere scettico e un poco spietato.
Con lei invece ho usato cortesia. Ogni qual volta intercetto un’anima io uso cortesia, come con i cani bastardi per strada. 
Alle volte vedo anche attraverso l’anima, però poi chiudo perché è come aprire una finestra superiore sulla vita, nel senso di piano di sopra.
Io mi chiamo Irene e attualmente frequento una scuola serale. Esco alle sei di mattina ed il martedì e giovedì rientro alle nove di sera. Non fumo e ho lasciato un grande amore per strada.
Approfitto dei momenti di solitudine per leggere fumetti e pulire gli armadi.
Intercetto anime e ogni volta è una scossa leggerissima nel petto, specie quando le attraverso.
Stamattina con Ornella è stato particolarmente difficile. Perché eravamo in autobus, io in piedi e lei instabile sul predellino a guardare distante.

inserito il Mercoledì, Gennaio 13th, 2010 alle 19:16 nella categoria I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

Lasciami un commento