“Italia, squallamore mio”
Pillole tra i banchiSpesso si fa così, tre o quattro intorno alla cattedra modello scuola rurale. Soprattutto quando la concentrazione è meno che minima, le cose da spiegare sono tante, le ore sono sei ed i libri sono giusto uno su tre.
E stamattina è stato così. D’un tratto, mossa dalla disperata ricerca di un aggettivo “a scelta” che proprio non veniva da nessuno dei cavalieri intorno alla tavola “quadrata”, mi giro di scatto e scorgo i soliti tre, assiepati, stretti stretti, vicinissimi, ed in ordine più o meno crescente: il piccoletto all’estrema sinistra, lo smilzo al centro ed il grassottello bruno sulla destra.
“Sembrate quei tre matti di ieri sera, il principe, coso..e quell’altro”. Dico.
Al che lo smilzo, il più scapocchione dell’intera classe e forse dell’istituto, amabile cantante e intrattenitore di matrimoni mi fa -”Ah, a proposito, Pressoré, ma a LU principe chi gliel’ ha scritta la canzone? Li PORCI?”.
Ho riso così tanto che, ovviamente, hanno riso tutti e ho pensato, ho pensato….per notarlo anche un semplice ragazzino qualcosa che non va, nella nostra Italietta sanremese e non, deve veramente esserci.
E c’è da riflettere. E, in ogni caso, il 7, dal 4 che aveva, non glielo leva nessuno
inserito il sabato, febbraio 20th, 2010 alle 21:22 nella categoria Pillole tra i banchi. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.



