Assaje
Caramelle riflessive, I racconti di Morosita
Il signore si avvicinò al bar, pantaloni pesanti di flanella lisi in basso, dolcevita marrone dentro, mani stanche di periferia. Appoggiò i gomiti e scelse; perlomeno così credette.
Delle unghie finte premevano sul cellophane dei panini; dalla visiera tesa, la ricciolina distratta lo guardò: cosa poteva mai desiderare quel vecchio salito su un treno costoso?
-”Quello lì, sì- intimorito dal vellutino scadente del vagone, sussurrò il vecchio indicando un fagottino di pane ai cereali, anzi, no”
-”No? Perché? “-disse la ragazzetta. C’è anche tonno e pomodoro.
- “No, grazie, è assaje” (riferendosi al prezzo).
Sorrisi al vecchio, guardai storto la stronzetta che non capiva le persone sul treno a causa di un manicure visto in tv, e pensai che le avrei voluto spiegare molte più cose.
E’ assaje. Mio padre materializzato ancora.
inserito il domenica, febbraio 28th, 2010 alle 12:59 nella categoria Caramelle riflessive, I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




l’anima è come un prisma, cattura la luce e la riflette, mille volte.
è incredibile quante emozioni è possibile condividere in cosi poche righe. merci.
Sei carissima Pat
Ho sempre intuito la tua “anima”.
Ti abbraccio forte e sono io che ringrazio te. Di te mi fido.