03mar

Dell’inconsapevolezza, dell’arte del Teatro e della tecnologia e della maternità di se stessi

Caramelle quotidiane

Ho ritrovato- si fa per dire- una persona conosciuta ormai diciotto anni fa quando di anni, appunto, ne avevo diciotto o poco più.
Le ho detto, a questa persona (passatemi il pleonasmo), che l’idea laida che poi mi feci di quel mondo fu anche e soprattutto per colpa sua.
Ci è rimasta malissimo- la Persona.
Dopo diciotto anni ha tirato fuori dal cilindro quella cosa di nome “sentimenti”, mentre all’epoca io credevo che si trattasse di parola molto più corta contenuta nella parola stessa nonché in trigonometria.
Mah, le cose cambiano, la vita ora è da tutta un’altra prospettiva e confesso che una cosa sì, mi ha colpito:
ero veramente una ragazza in gamba e fui capace di gestire molte cose all’epoca benché non me ne rendessi affatto conto. Una volta tanto mi sento di farmi un complimento quasi come il suo al quale solo oggi credo, oggi che potrei essere la madre di me stessa:
 “Eri una ragazza dolce, con le sue fragilità e i suoi maledetti punti di forza, capace di dare e ricevere moltissimo. Ed io lo capii subito che stava tutto lì il tuo fascino, che eri diversa da tutti ma poi tu sei fuggita”.
Perchè ora, io, vi racconti queste cose mentre dovrei finire una relazione per un convegno che ho domani, nin ‘zo ;)

inserito il mercoledì, marzo 3rd, 2010 alle 22:19 nella categoria Caramelle quotidiane. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

2 Responses to “Dell’inconsapevolezza, dell’arte del Teatro e della tecnologia e della maternità di se stessi”

  1. Tita says: Inviato il giovedì 4th marzo

    Prima di tutto complimenti per il blog! Numero due: posso sapere di chi è la citazione (”eri una ragazza dolce…”), o è una frase tua?
    Ciao,
    T.

  2. Tita says: Inviato il giovedì 4th marzo

    ooops…scusa non ho letto bene la frase prima! XD Stupenda comunque!

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