04mar

stanze per la nostra giostra

Morosita in versi

Ti ho amato perché ho riconosciuto il tepore dei tuoi panni attraverso la tua pelle,
odoravano di niente quelle stanze eppure i nostri passi divenivano anche odori quando andavo via.
Sentivo ancora quel tepore sul fazzoletto improvvisato che era la mia mano e fingevo per sopportare ogni piccolissimo addio. In ogni tua ciglia c’era un addio, in ogni mia ciglia c’era un addio. 
Così ragazzi da fare le cento scale ogni volta per dirsi di sì, sì, si, solo sì. 
Lontano nel freddo mi hai ripreso la mano, tremavo, senza te non sapevo dove andare e lì fosti amico e amante, fratello e madre, figlia e sconosciuta, padre e puttana.
Abbiamo abitato, amore mio, solo in troppe stanze. E tutte con una luce chiara.

inserito il giovedì, marzo 4th, 2010 alle 00:33 nella categoria Morosita in versi. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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