Caro Filippo, dire che avevo nostalgia di te è poco:
Morosita fa il caffè“Terza Repubblica”
Filippo Facci
Certe cose, però, sono vere. Sono vere e basta.
Sono vere indipendentemente da come le chiami, le strumentalizzi, le getti in caciara elettorale.
Ossia: il tasso di democrazia interna ai partiti non è mai stato così basso. Le inchieste giudiziarie sono mine vaganti. La magistratura si muove apertamente contro il governo mentre il governo si muove apertamente contro la magistratura. Il Parlamento non è mai stato così irrilevante, professionalmente squalificato, succube di decisioni prese altrove in base a sondaggi volanti. L’opposizione storica non è mai stata così infiacchita, impotente. Il Pdl sembra una monarchia in subbuglio. La cancellazione per un mese di molti programmi giornalistici, in effetti, non si era mai vista: una censoria stupidaggine che favorirà le disaffezione degli elettori già a rischio astensione. Ogni istituzione è delegittimata. I Di Pietro e i guastatori professionali soffiano su ogni fuoco. Eccetera.
Detto questo, io non ho tanto paura che in questo Paese possa esserci una svolta autoritaria: ho paura che possa esserci qualsiasi svolta senza che neppure ce ne accorgiamo. Ho paura che, presi dalla faziosità, non riusciamo più a chiamare le cose – vere – col loro nome. Ho paura che questo Paese affoghi ancora di più nell’ignavia, nell’accidia, in quell’indolenza molto italiana che, mischiata alla crisi e alla paura, è prodromo di ogni peggio.
(Libero, 4 marzo 2010)
P.S.
Il carattere in grassetto è mio.
inserito il venerdì, marzo 5th, 2010 alle 00:00 nella categoria Morosita fa il caffè. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




Il caffè lo vuole forte, signor Facci? O preferisce un cappuccino? Succo d’arancia? Brioche?