Cronache Dalessiane
Caramelle all'assenzio, Caramelle spettacolariConfesso: ho ceduto.
Uno il male, qualche volta, lo deve pure affrontare per conoscerlo. E’ il segno del Medioevo e della Restaurazione dei nostri tempi, lui: Giggi D’Alessio a Rai Uno.
Primo quesito: ma l’Italia TUTTA (perché pare che ’sto qui abbia fans finanche tra i coltivatori di Melinda in Val di Non) non ha capito CHI realmente sia Gigi D’Alessio? Cioè, voglio dire: ci vuole Fox?
Ma andiamo avanti.
Io credo che per mettere assieme Massimo Ranieri, Renato Zero, Pupo ed Emanuele Filiberto e Peppino Gagliardi ci voglia un’antica sapienza di assemblaggio di pezzi in autofficina. Roba da far strappare i capelli alle scuderie di Maranello.
Renato Zero è il tipico personaggio impalla trasmissioni, cioè proprio di quelli da far indemoniare Pippo Baudo con tanto di: “Ahòòò, sfumalo co’ ‘a siglaaa” . Prima ha iniziato a sfantasiare sul CLIMA!?, poi mi sono rifiutata pure di capire. Avrei preferito pure Heidegger o il quarto mistero Mariano a quel punto lì.Cioè lui è proprio uno di quelli che può iniziare con un commento sulla Nazionale di calcio per andare a finire chessò a “we are the world” oppure che è importante nella vita piantare dei gelsomini sul balcone e che il ph dei detergenti intimi deve essere acido e che Marte è definito pianeta rosso perché quella volta.., ti ricordi di quando..”GRAANDE, vi amoooo, sorcini..”.
Massimo Ranieri, invece, nello sconnessopensiero ha una certa eleganza ma giusto perché parla di meno, impegnato com’è a tenere a bada la vena in fronte che gli è rimasta con “Perdere l’amore“, la stessa eleganza, dicevo, che sfodera quando infila il primo completino da gangster del Pallonetto che ha sottomano. Insomma, messi insieme, sono più potenti di una pianta di marjuana del giardino di casa Marley o di una doppia dose di belladonna, assenzio e rhum.
E di Peppino Gagliardi vogliamo parlare? Da dove è sbucato? Da un film postumo di Kubrick, dall’ultima casa popolare della Terra di Mezzo de “Il signore degli Anelli” o è posseduto dallo spirito del padre adottivo di Gollum? Il mio tesòòòro.
Taccio più o meno sul resto: accozzaglia di robe. La Marini che fra poco ci manda per posta prioritaria il kit giugulare-tette-bracciale a serpente con occhio di rubino nel caso dovessimo dimenticarcene di come va vestita.
La Clerici che, in tutta franchezza, co’ sti vestiti da bambina delle favole e la storia che ha fatto la figlia e no, proprio non se l’aspettava, ha veramente un po’ rotto il casso.
La Seredova che so’ 86 anni che sta in Italia e manco impara a dire tre parole nell’ esatto ordine sintagmatico, sinanche la mia ex compagna di liceo sul balcone a sponsorizzarsi il film e a ringraziare con l’occhio fariseo Giggi.
Insomma, un puntatone che si è concluso con il nulla che avanza (tanto per citare “Never ending story”) nel ruolo del Principe con la zeppola in bocca che -a ’sto punto ti sorge il dubbio- un qualche rapportino d’amicizia forse forse lo intratterrà pure con il bambolotto nazionale. Nel tempo che gli rimane da cervo maschio di femmina di specie transalpina.
Il tutto condito da una serie di “straordinario”, la parola più gettonata nel mondo dello spettacolo, soprattutto quando ti si vuole trombare e si cerca la sublimazione retorica; da qualche gustosissima scenetta nazional popolare di massaggio di Giggi sulla panza della consorte che tanto mi ha ricordato l’Albano e la Lecciso dei tempi d’oro quando lui in diretta la congedò con un: “Vai a casa ora a fare la mamma, e fallo bene!” ; da un po’ di beneficenza che agli ItaGLIani piace tanto e che non guasta mai; da un conclusivo che polivalente del Giggione Nazionale, modello radio libere anni ‘70: “Ciao a tutti, sono stato bene con voi, saluto tutti quelli che voglio bene” nonché da una originalissima frase che all’innamorato tamarro anni ‘80 piaceva tanto per far colpo: “Buona Vita”, seconda solo a “Buon (senza la o) studio” che ai tempi dell’Università, devo dire, andava parecchio.
Unico momento sano dal punto di vista del progesterone: Alex Britti abbronzato con chitarra.
In ogni caso, per par condicio, e perché sennò mi si dice che sono spruceta, solo una cosa, ma veramente una sola, io salvo di Gigi D’Alessio ed è questa canzone quassù, di quando Ello era veramente tamarro tamarro (non che ora non lo sia, eh) ma giusto perché mi ricorda il breve periodo estivo in cui, per esigenze di teatro, abitavo alla Sanità ed ogni sera tarda, rientrando a passo svelto, la sentivo attraverso le porte aperte dei bassi e la signora chiatta del bar mi diceva: “Signurì, stasera niente latte?”. Perché era quella la mia cena ![]()
inserito il Venerdì, Marzo 12th, 2010 alle 00:37 nella categoria Caramelle all'assenzio, Caramelle spettacolari. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




il problema non è “cedere” è che alla fine non mi sembra che ci sia niente di meglio da vedere…comunque bellissimo “spruceta”