21mar

L’ambulante spagnolo.

I racconti di Morosita, Incontri

Fu pochissimo ed in pochissimo toccai tutti i bracciali e le collane.
Sentii guardarti attraverso, sentii voltarti, sentii posare a terra il resto.
La metropolitana era frastornata da persone, i treni si fermavano, scendevano e salivano ancora.
Il tuo accento spagnolo era piacevole e così la finestra di casa tua che immaginai di notte ed il frigo vuoto e le bottiglie per terra e tutte le mails alle quali dicevi prima o poi risponderò.
Ed un vecchio flauto sul velluto blu degli anelli in fila. E una perla. E delle mani che sapevano di viaggio e di antico, e di silenziosi progressi e di infiniti cammini, e di addii. 
Ed un orecchino solo che provai allo specchio che tenevi tu dritto ed un mio sorriso annegato nel tuo.
Spiccioli gelati tra palmi stretti senza rumore.
E quel bacio che non arrivò.
Salì e scese la sera.

inserito il domenica, marzo 21st, 2010 alle 15:02 nella categoria I racconti di Morosita, Incontri. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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