Lei. Buon compleanno.
Feste e ricorrenze espresso, I racconti di MorositaCi cantava questa canzone come ninna nanna e ci chiamava nenna; ce la cantava con una voce dolcissima perché è una voce di chi sa cantare, di chi sa modulare.
Ci ha sgridato poco perché per natura non ama mortificare o fare soffrire.
Ci ha insegnato la signorilità d’animo e la bonta di intenti. Ci ha insegnato che la nobiltà non va ostentata ma mescolata con gli altri e con altro.
Ci ha insegnato che il lavoro viene prima di tutto e che la donna è uguale all’uomo in tutto.
Ci ha insegnato ad essere credenti. Ci ha insegnato ad essere laici.
Ci ha insegnato ad amare il mare e ad averne paura.
Ci ha insegnato i punti e le virgole.
Ci ha insegnato la storia, un po’ a modo suo, ma ce l’ha insegnata.
Ci ha insegnato a soffrire, a non soffrire, e a rimandare la sofferenza e a non bere subito se si ha sete.
Ci ha insegnato la bellezza. Ci ha insegnato che essere mori
può essere motivo d’orgoglio soprattutto se si aveva un mamma che insegnava che è bene che, dal sole, le donne si proteggano. Segno di distinzione.
Ci ha insegnato la sopportazione, la telmosune, quella greca.
Ci ha insegnato la musica lirica, Puccini, e che a teatro si sta in silenzio.
Ci ha insegnato che le scollature e le cosce troppo di fuori non si esibiscono.
Ci ha insegnato che la disonestà, la soppraffazione e la violenza mai.
Ci ha insegnato che approfittare degli altri e delle situazioni non si fa.
Da piccola mi diceva spesso “non ti muovere” e io non lo capivo e a tutt’oggi non l’ho capito.
Ci ha insegnato che si può fare il medico e crescere cinque figli senza tutti i fronzoli delle mamme moderne.
Ci ha insegnato che si può studiare su un balconcino e con tanti rumori intorno, come faceva lei.
Ci ha insegnato che il riposo è sacro e che gli altri non si devono disturbare.
Ci ha insegnato la puntualità ma con me e mio fratello non è che ci sia riuscita tanto..
Ci ha insegnato il senso di protezione e ci ha insegnato, forse, più di ogni altra cosa il rispetto, il rispetto per la parola data e il forzarci in situazioni per una giusta causa, e non so se sia sempre un bene.
Ci ha insegnato la dolcezza e ci ha insegnato ad amare con dolcezza e a non essere avari di soldi e cuore.
Poi ci ha insegnato tante altre cose, come Tragara, i Faraglioni, le stelle, Napoli, Chianciano, e Sorrento dove è cresciuta lei e dove ci ha portato tante volte e continua a farlo nei suoi antichi e sempre vivi ricordi, come il rifugio durante la guerra a Sorrento e la bambola che trascinò a forza con sé.
Oggi, cinque aprile, compie ottant’anni e sono felice e commossa di essere ancora con lei.
E’ Francesca, la mia mamma, anche se tutti la chiamano Franca e lei, ovviamente, dice che le piace lo stesso.
inserito il lunedì, aprile 5th, 2010 alle 21:33 nella categoria Feste e ricorrenze espresso, I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.




Grazie per gli auguri,Radio. Il commento è inspiegabilmente saltato.
auguri di cuore, per una mamma speciale, poichè ogni mamma lo è…sempre!
Allora te lo lascio di nuovo. Auguri
Auguri auguri auguri
Grazie a tutti, ragazzi.
Sissina, hai saputo della rimpatriata il 18 c.m.? Brrr
No. Quale rimpatriata?