15mag

Ferronaso.

I racconti di Morosita

 
 Dei tanti odori che mi sono appartenuti, in tutti i miei viaggi, in tutte le mie “dimensioni”, quello che ricordo sopra tutto è quello del treno. Sa di metallo acciaio. Quasi di sangue rappreso.
Non ti lascia neanche dopo quando scendi, impregna gli abiti, come la sigaretta, ed anche un poco i respiri.
Un giorno, giuro, mi concentrai e cercai di capire da dove potesse provenire. Guardai i posacenere, studiai i predellini, le reti per i bagagli, i corridoi, il linoleum al centro, la carrozza 5, quella ristorante, eppure niente. La solita ragazza sui 30 con lima o burrocacacao sulle labbra come un rituale di fine secolo.
Quell’odore di metallo lo portavo a casa ogni sera, per molti anni. Insieme a quello di libri, riviste, e cose da progettare. Torna nelle narici ogni volta che ho in mente un viaggio o una nuova idea su cui impegnarmi. Allo stesso modo svanisce quando torno troppo stanca la sera per immaginare un capotreno  che avveri i miei desideri.
Riappare se dico Roma, svanisce se dico casa. Riappare se dice lontano o se dico America, sfuma se abbraccio il tepore di mia madre.

inserito il sabato, maggio 15th, 2010 alle 11:49 nella categoria I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

2 Responses to “Ferronaso.”

  1. sissina77 says: Inviato il domenica 16th maggio

    Da soggetto “olfattivo” quale sono, questo tuo post mi evoca una miriade di sensazioni, ricordi, universi…odorosi.
    Ricordi il personaggio di Fermina ne “L’amore ai tempi del colera” di Marquez? Lei prendeva decisamente la vita “di naso”. Fu un particolare che mi affascinò. Come stai mia cara Morosita? Io non troppo bene. Mio figlio e i miei libri mi tengono un pò su. Esattamente in quest’ordine. Un abbraccio.

  2. Morosita says: Inviato il domenica 16th maggio

    Lo ricordo eccome.
    Giusto oggi ti ho evocato con le persone a me care.
    Mi dispiace saperti giù. Ti prometto che ti chiamo e vengo a far visita al piccolo grande cesoiuzzo. Un abbraccio fortissimo.

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