27ago

Conoscevo una ragazza. I met a girl.

I racconti di Morosita

Conoscevo una ragazza dagli occhi scuri e dai capelli neri. Aveva sempre una valigia pronta, all’inizio amava per caso, poi perdutamente, poi per sbaglio. Da bambina sognava di girare per il mondo in camper e da grande di portare il suo caschetto in Canada. Amava ballare al centro delle stanze con dei fazzoletti di velo e le sue sorelle la coccolavano molto e la riempivano di borotalco al cambio dei pannolini.
Poi a nove anni andò ad Ercolano e pianse dinanzi ad uno scheletro di nave e così si innamorò del mondo antico e piano piano si ritrovò a cercare gli oggetti nella terra.
A vent’anni però salì su un palco e quando ci ritornò a trentatré pianse, però non lo disse a nessuno. E un attore in scena non dovrebbe piangere mai se non per finta. Lei, invece, piangeva davvero.
Nel frattempo scriveva, scriveva sempre, scriveva su taccuini, pezzi di carta di fortuna, imparò il francese senza mai averlo studiato, portava suo padre e sua madre sempre nel cuore e faceva loro girare il mondo con gli occhi suoi immaginandosene talvolta la morte. E sapeva riconoscere i depressi, lo era stata anche lei a diciott’anni e non si vergognava a dirlo. Lo fu per colpa di Foscolo e “Dei Sepolcri” e a tutt’oggi in pochi le credono. 
Quando scriveva era felice e contenta e un giorno un giornalista famoso le disse che se lui sapeva leggere, lei sapeva scrivere e con questa geniale inversione lei si convinse a lanciare pezzi nell’etere, di qui il blog e il sogno della scrittura.
Io con questa ragazza, vedete, parlo poco anche perché talvolta ho l’impressione che viva in un mondo tutto suo, ama a modo suo, possiede amici importanti che non frequenta, difende cose indifendibili e alle volte per partito preso ed è polemica, spesso severa, nel tranciare gli altri e le cose, ma io un’idea di lei ce l’ho perché me lo ha detto lei, una volta.
Mi disse: “Vedi, io non troverò pace perché non so come si vive, vivo secondo quello che sento ed io non sento mai in modo uguale e questo mi costa uno sforzo incredibile soprattutto nel restituire un’immagine rassicurante a chi mi vuol bene o mi conosce da sempre e che si vuol sentire da me che vivo come loro e come si dovrebbe. I più grandi pezzi di verità li ho regalati a gente di passaggio, gente ai quattro angoli del mondo ed è lì che io ritornerei. Nel mare di St. Malo e il mio fidanzato, quello che rimarrà tale anche fino alla fine dei giorni, perché il mio cuore è fermo lì e a quello che siamo stati e che non siamo mai stati, lo sa”. 
Ora – il problema è che questa ragazza mi manca, sta per poggiare a terra quella valigia, ma tanto io lo so che la ripoggierà altrove e scapperà qui, qui da me, dove è protetta ed è libera di contrarre i sorrisi per la gioia o per il pianto e sempre di correre nel vento.
E so anche che fra qualche giorno mi chiederà di accompagnarla. A comperare. Il camper.

inserito il venerdì, agosto 27th, 2010 alle 19:35 nella categoria I racconti di Morosita. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

One Response to “Conoscevo una ragazza. I met a girl.”

  1. Max says: Inviato il giovedì 7th ottobre

    Era da tempo che ti conoscevo senza saperlo. Perchè il sentire in modo sempre diverso è come l’onda del mare. Ci allontana, ma ci riporta infine ad una stessa terra.

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