Archive for febbraio, 2011
Off
Caramelle riflessiveAvevo dimenticato come si soffre. La sofferenza torna spietata e acuta. Senza preavviso. Non è vero che si è preparati, non si è preparati a niente. Il tempo non basta mai e io continuo a pensare che la vita sia immensamente infelice ed è per questa ragione che in ogni nascita vedo un po’ di [...]
Replay
Caramelle riflessiveSi dissimulano un mare di cose, si dissimulano nell’attesa che una almeno si avveri. Si scrivono cose pensandone altre, si correggono punti e spazi immaginando stelle non viste accanto, si ferma la mano se decide di andare lontano. Sarebbe tutto molto più semplice. Fare come fanno i bambini. E invece no. Si addensano grumi di [...]
Give me a chance, ‘wild world’.
Canzoni di liquirizia, Caramelle quotidiane, Caramelle riflessivePerché è questa frase che mi ripeto nel bavero del cappotto da qualche mese a questa parte. Perché sempre più spesso ho la sensazione di avere sbagliato tante cose e cerco nell’armadio una vita di ricambio, perlomeno sino a quest’età, e con la promessa di non richiederne, un’altra, tra dieci anni.
River
Chicchi di caffèPer tutte le volte che capita esiste un percorso che si sofferma, non si ferma ma si snoda figurandosi un estuario. Ma per ogni fiume esiste anche una diga e non per forza una cascata. Sembra difficile ma ad un certo punto si fa.
Ringraziamenti circolari e fiori di loto
Caramelle riflessiveNon me ne accorgo perché se me ne accorgessi ogni volta, si romperebbe l’incanto. Ma so che è così o perlomeno è stato e forse, alla fine, si comunica per questo oltre che per se stessi. Sapere che da qualche parte si posavano occhi mi regalava la leggerezza di una crisalide impaurita dall’inverno. I [...]
Tmm (Tuesday morning mistake)
Caramelle riflessiveLa consapevolezza sbiadita fa commettere cose delle quali in un modo o nell’altro ci si pente. Cose cadute nel vuoto forse perché dall’inizio appartenutegli.
Listen and die
Chicchi di caffèSu questa musica immortale potrei anche morire. Per ora ci piango solamente.
Il etait une fois..
I racconti di MorositaC’era un uomo che vestiva di perle bianche i suoi larghi sorrisi e parlava lento come i sacerdoti nelle omelie. Era un uomo che sapeva suonare e anche cantare. E chissà, anche nuotare. Di lui mi colpiva la voce così calda sicura e veloce e il suo aspetto esteriore. Il suo aspetto interiore è un codice fiscale [...]



