21nov

“Questa è la M.W.L. di New York…il vostro clair de lune”.

Caramelle quotidiane, Caramelle riflessive

Tutto passa,
passano le tristezze,
i ricordi,
passano gli amori,
le rabbie, le aspettative.
I giorni passano, e facciamo finta che non ce ne accorgiamo.
E non avrei creduto che sarebbe stato tanto difficile “farmi grande”, non solo come vecchiaia
ma dal punto di vista delle moltitudini che contengo e che freno per non farle uscire.
Perlomeno non tutte insieme.
Le cose che ho amato inizio ad amarle di meno,
e con esse i ricordi.
Perché a pensare di non averle poi, mi farebbe troppo male.
Mi sono lasciata ferire,
deliberatamente,
per quel gusto insano di sfiorare le lucciole a mezzanotte.
Mi sono lasciata trasportare dalle nuvole, dal mare,
da quegli occhi.
Mi sono lasciata guardare allo specchio da me stessa,
più triste, più bella di prima.
Perché la tristezza rende belli, lo dico da sempre, e non mi crede nessuno.
Non ho niente tra le mie mani e mi sforzo di non piangere
ma alle volte sento come un bruciore negli occhi che non è rabbia, nè disperazione.
E’ un sommesso pianto, che mi riscalda gli occhi quando scende e che non racconto a nessuno.
A nessuno.
Lo racconto qui dove tre o quattro conoscono il mio volto.
Come se abbinare le lacrime a un volto, poi, fosse una vergogna.
Un mio “lettore”, tempo fa, mi scrisse:
” Non ti conosco e non saprai mai chi sono né voglio sapere chi sei ma sono geloso quando parli di te, geloso che ti conoscano altri, perché ti conosco dalle prime pagine, ho imparato a decifrarti e a leggerti, e mi sento come scoperto anche io. Sento che ti derubano ai miei occhi”.
Non ho mai saputo chi fosse e magari ora, chissà, mi sta leggendo, se non si è stancato nel tempo.
Vorrei dirgli che al momento non lo capii e mi diede anche un certo fastidio: un personaggio – il lettore, anzi – che si ribella pirandellianamente al capocomico. Che pretende di interferire nelle cose che volevo scrivere.
Ma ora è come se lo capissi.
Sono gelosa di me stessa, di chi si approprierà dei miei sentimenti poco filtrati. Come adesso.
Quelle cose che banalmente si chiamano sfoghi e che io sopprimo con alta frequenza e che a volte vengo a scrivere per non sentire quel bruciore negli occhi ma non per farmi leggere.

inserito il lunedì, novembre 21st, 2011 alle 03:39 nella categoria Caramelle quotidiane, Caramelle riflessive. Se vuoi puoi seguire i commenti di questo articolo tramite RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un tuo commento, o un trackback dal tuo sito.

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