06Mar

Tantissim?, dolcissima..o, bellissimo..a

Morosita fa il caffè

 E per finire “un poco di pasta ammissschiata” con la mia amatissima..Valentina!

06Mar

HOP HOP HOP

Trash

 

Perdonatemi, ma la mia anima trash reclamava visibilità dopo mesi di silenzio.
Questo pezzo cult vi era già noto (parlo per gli aficionados).
(il cane che “si alliscia” la panza è eccezionale).

06Mar

“La Lonza(liberamente ispirata da e per)”

Caramelle all'assenzio

 Avvertenza
il post va ascoltato in sincronia audio ;)

Non ha tatto, non ha garbo, un po’ di smalto corroso e le rughette intorno agli occhi. Qualche ciocca stinta dietro le orecchie e alle dita zirconi opachi di fattura antiquata.
Eppure in quel naso rosso da troppi inverni e nelle screpolature delle mani intravedi schiere di fidanzati fuggiti con l’elmo e con l’ariete, con la barba e col tridente.
E intanto risponde al telefono con lo stesso tatto di Carla Fracci con zoccoli estivi a Mondragone ma poi all’improvviso diventa gentile. Chissà. Forse le ricordi la madre vecchia in un’espressione o se stessa quando da giovane chiedeva informazioni.
E’ solo un sole di marzo tenuto per anni in collina e che la favella del Sommo ha reso bizzarrissima lonza.
E si dice che non vi sia marito.

06Mar

I “Pantani”

Chicchi di caffè
Edoardo Bennato 
Nel covo dei pirati
Nel covo dei pirati c’è poco da scherzare
chi non si arruola finisce in fondo al mare…
Finanche i più convinti, finanche i più decisi
a denti stretti si sono tutti arresi.
Tu invece sei la sola che va così sicura
sul trampolino di Capitan Uncino.
Ma dimmi come fai a non aver paura
o sei incosciente oppure sai che è un sogno
che non dura!…
Come sei brava a raccontare
ad inventarti quelle avventure
sembrano vere…che fantasia che hai!…
Continua il tuo racconto, mi sembra di vederti
al punto giusto lui arriverà a salvarti…
Tutte le tue avventure son belle da sognare
però nei sogni non ti puoi rifugiare….
Non vedi il tempo corre e non lo puoi fermare
diventi grande e ti vogliono cambiare…
E questo ti spaventa, i grandi sono strani
fanno paura più dei pescecani.
Ma proprio adesso, ti vuoi fermare
non ti interessa di far vedere se
e proprio vero che non ti arrendi mai!
Nel covo dei pirati c’è poco da scherzare.
Ma tu con i pirati sai già che cosa fare
è un tuo vantaggio e non ci rinunciare!
Tu già lo sai cosa fare
è come nei sogni, è come nelle avventure
ma il principe azzurro stavolta forse non viene
e contro i pirati dovrai lottare davvero!
Ma oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare!
Ti potranno insultare, minacciare, in fondo è il loro mestiere!
Ti faranno i versi, le boccacce, ti faranno le facce scure!
E’ per questo che si allenano davanti allo specchio
quasi tutte le sere!
Ma lo fanno per cercare di vincere le loro stesse paure!
Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare!
Ma è proprio questo il tuo vantaggio e non ci rinunciare!
Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare!
 

Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare! 

05Mar

“ma poi quando ti vedo c’è qualcosa che mi blocca e non riesco a dire neanche come stai”

Canzoni che ballo in macchina

Mi piace il testo, immediato e semplice. Poi l’ha cantata anche Mina ma per me non è un buon motivo in quanto Mina non mi piace. E poi Britti è bravo e questa canzone mi ricorda tante cose.
Questa versione con Mengoni, comunque, non la conoscevo. E poi Mengoni è un gran figo, sì :)

05Mar

Coglionamente sposi.

Caramelle riflessive

 

Un po’ te ne dispiace ma un po’ ne deduci che fatalisticamente questa è la vita. Che poi cosa sia la vita per l’uno e per l’altro e quali ne siano i criteri di priorità, sempre per uno o per l’altro, è quanto meno discutibile.
Una delle cose che mi rattrista maggiormente, alla mia maturissima età, è vedere gli amici cambiati.
Ritrovare amiche sposate a coglioni e viceversa.
Io delle mie amiche e dei miei amici ricordo tutto, pensieri, sentimenti, debolezze, bugie e stati di grazia.
Alla fine l’amico è una proiezione di te stesso e vedere dopo anni una parte di te sottobraccio al primo fesso di turno un po’ ti addolora.
Idem per i maschi: ingabbiati in matrimoni senza amore, costretti a rituali improbabili dalle loro mogli tipo mettere bene a posto i calzini e tirare i panni da fuori se arriva prima. Tutto giustissimo -per carità- ma l’idiozia consiste nella ritualità: nella ritualità si rifugiano gli insipienti ed i cretini.
Con il ritmo e l’organizzazione, beninteso, va avanti il mondo; ma con la metodicità avanzano i cretini e le riunioni di condominio.
Eppure sono tuoi amici; hai condiviso lo scricchiolio delle lenzuola per soffocare le risate; hai raccontato loro tante cose; ti sei fatto scoprire a piangere; ti sei fatto aiutare per un esame all’università; ti sei mostrato per come eri quando ti sono morti i genitori.
Eppure, eppure. Eri tu diverso, erano diversi loro, o la giovinezza contraffà e attutisce ogni cosa come i passi sulla neve appena caduta? 
O si diventa semplicemente intransigenti con la maturità che ci pervade e forse un poco poco ci affligge e si addiziona tutto insieme: fiori, frutta e nomi di città?
E’ in questi momenti, in ogni caso, che rivendico il mio stato naturale felino marcato dalla possibilità di scappare.

05Mar

Caro Filippo, dire che avevo nostalgia di te è poco:

Morosita fa il caffè

“Terza Repubblica”
Filippo Facci

Certe cose, però, sono vere. Sono vere e basta.
Sono vere indipendentemente da come le chiami, le strumentalizzi, le getti in caciara elettorale.
Ossia: il tasso di democrazia interna ai partiti non è mai stato così basso. Le inchieste giudiziarie sono mine vaganti. La magistratura si muove apertamente contro il governo mentre il governo si muove apertamente contro la magistratura. Il Parlamento non è mai stato così irrilevante, professionalmente squalificato, succube di decisioni prese altrove in base a sondaggi volanti. L’opposizione storica non è mai stata così infiacchita, impotente. Il Pdl sembra una monarchia in subbuglio. La cancellazione per un mese di molti programmi giornalistici, in effetti, non si era mai vista: una censoria stupidaggine che favorirà le disaffezione degli elettori già a rischio astensione. Ogni istituzione è delegittimata. I Di Pietro e i guastatori professionali soffiano su ogni fuoco. Eccetera.
Detto questo, io non ho tanto paura che in questo Paese possa esserci una svolta autoritaria: ho paura che possa esserci qualsiasi svolta senza che neppure ce ne accorgiamo. Ho paura che, presi dalla faziosità, non riusciamo più a chiamare le cose – vere – col loro nome. Ho paura che questo Paese affoghi ancora di più nell’ignavia, nell’accidia, in quell’indolenza molto italiana che, mischiata alla crisi e alla paura, è prodromo di ogni peggio.

(Libero, 4 marzo 2010)

P.S.
Il carattere in grassetto è mio.

04Mar

Ali a riposo

Morosita in versi

Vorrei, tu mi dicesti, essere un gabbiano.
Io sono solo una farfalla che sbatte su un vetro le ali, ti risposi.
Ora ti guardo, e sembra così strano.
Rifugiarmi tra le ali senza paura di essere schiacciata.
E sono io mentre tu sei gabbiano.

04Mar

stanze per la nostra giostra

Morosita in versi

Ti ho amato perché ho riconosciuto il tepore dei tuoi panni attraverso la tua pelle,
odoravano di niente quelle stanze eppure i nostri passi divenivano anche odori quando andavo via.
Sentivo ancora quel tepore sul fazzoletto improvvisato che era la mia mano e fingevo per sopportare ogni piccolissimo addio. In ogni tua ciglia c’era un addio, in ogni mia ciglia c’era un addio. 
Così ragazzi da fare le cento scale ogni volta per dirsi di sì, sì, si, solo sì. 
Lontano nel freddo mi hai ripreso la mano, tremavo, senza te non sapevo dove andare e lì fosti amico e amante, fratello e madre, figlia e sconosciuta, padre e puttana.
Abbiamo abitato, amore mio, solo in troppe stanze. E tutte con una luce chiara.

04Mar

Claude e Pablo

Morosita in versi

Posso scrivere i versi più tristi stanotte

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scivere, per esempio: “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza”.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d’averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, gia’ non siamo gli stessi.
Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.
Benchè questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.