Tredici novembre.
Caramelle quotidiane, Feste e ricorrenze espresso, I racconti di MorositaOggi avresti compiuto ottantotto anni. Sono un’infinità, se ci pensi. Te ne sei andato che compariva Internet e quando ti dissi che in Francia lo stavo utilizzando per la tesi, entusiasta come un bambino, mi promettesti un p.c. e,, per la laurea, un viaggio premio in Canada dove, da bambina, ti dicevo sempre che volevo [...]
Padre.
Caramelle riflessive, Chicchi di caffè, Feste e ricorrenze espressoOggi mio padre avrebbe comperato le zeppole di San Giuseppe, sorseggiato con noi il caffé sul nostro immenso terrazzo davanti al Vesuvio e con il suo sorriso compiaciuto di uomo buono avrebbe detto la frase che diceva sempre di questi tempi: “Certo che noi qui siamo nel ventre della vacca”, riferendosi al clima. E io [...]
Brother in law/love
Caramelle riflessive, Morosita's travels and tripsIn ogni famiglia si incarna una persona. Da generazioni circolano DNA di tante persone poi, all’improvviso, come un leviatano ne nasce una che magari ti mette al mondo. Poi si reincarna, prende le sembianze di uno che con la tua famiglia non c’entra niente e invece non è vero. ****************** Ieri sono stata in campagna, quella [...]
Te ne vai sempre nel vento
Morosita in versiTi ho visto in sogno. Ho creduto di vederti con le braccia aperte venirmi incontro con quel sorriso buono. Ho creduto di avvicinarmi a te con quell’impeto trattenuto troppo spesso. Ho creduto di scioglierlo in una corsa contro vento e nel vento come i due amanti nella tormenta te ne sei andato via. Non mi [...]
Mi manca la presenza della sua figura
Morosita in versiDieci anni fa a quest’ora non pioveva. Tornavo a ridare forma alla tua orma sul divano lasciato con te e i barellieri in tutta fretta. Vi impressi la mano, cinque dita spalancate e disperate, poi affondai il naso, ancora tiepido tutto intorno, si mescolò la sagoma della tua testa al pugno chiuso folle e [...]
Assaje
Caramelle quotidiane, I racconti di MorositaIl signore si avvicinò al bar, pantaloni pesanti di flanella lisi in basso, dolcevita marrone dentro, mani stanche di periferia. Appoggiò i gomiti e scelse; perlomeno così credette. Delle unghie finte premevano sul cellophane dei panini; dalla visiera tesa, la ricciolina distratta lo guardò: cosa poteva mai desiderare quel vecchio salito su un treno costoso? -Quello lì, sì- intimorito [...]



